Basilica Vergine SS: del Carmelo

Basilica Vergine SS: del Carmelo, Mesagne: Address, Phone Number, Basilica Vergine SS: del Carmelo Reviews: 5/5

Basilica Vergine SS: del Carmelo

Basilica Vergine SS: del Carmelo
5
Points of Interest & Landmarks • Churches & Cathedrals
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valencia7
Rome, Italy19 contributions
Bella
Sep 2021
Bella e maestosa nella sua semplicitá, non ho dato le cinque stelle, perché intorno é tutto mal tenuto e sporco. Trovo fuori luogo il monitor posto nella chiesa.
Written October 10, 2021
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angscon
Mesagne, Italy105 contributions
da qui passa la storia
Jul 2019 • Friends
Un tuffo nel medioevo pe gustare le origini del culto micelio? Bisogna passare da qui e visto che ci si trova gusti anche il barocco e comprendi come una comunità di persone sia legata alla Vergine Maria patrona e protettrice. Soprattutto nei giorni di luglio, in preparazione alla festa del 16, può essere una tappa obbligata per chi crede ed anche per chi non crede.
Written July 3, 2019
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Carmelo M
Mesagne, Italy21 contributions
Basilica Minore
Mar 2019 • Couples
E' il pezzo più importante di Mesagne. La chiesa è situata nella parte ovest del centro di Mesagne. Molto importante per i credenti in quanto ospita la statua della Madonna del Carmelo protettrice del paese.
Written April 1, 2019
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Mario L
132 contributions
Basilica del Carmine
Aug 2016 • Couples
La Basilica del Carmine è sorta nel 1305, sul precedente Santuario ipogeo dedicato a San Michele arcangelo del XII secolo circa. Essa conserva ancora, dopo il tempio di S. Lorenzo, le strutture più antiche fra le chiese di Mesagne.
Nel 1521 venne donata ai Padri Carmelitani; poiché era in precarie condizioni i frati, insieme all’Università e ai cittadini di Mesagne, fecero richiesta al papa Leone X e a Carlo V, re di Napoli, perchè fosse ampliata e ristrutturata.

L’8 gennaio 1521, il viceré del Regno di Napoli spedì la “licenza” sovrana per questa concessione e il Papa, dopo aver verificato le condizioni ambientali e spirituali del luogo, ne autorizzò l’apertura il 15 marzo 1521 con bolla speciale spedita dal Palazzo Apostolico.
La Chiesa venne quindi ampliata e ristrutturata e, per la devozione che l’Ordine ha sempre avuto per la Madonna del Carmine, si volle dedicare una delle cappelle alla Vergine Santissima. Per tale compito venne incaricato il pittore Francesco Palvisino di Putignano.
Il pittore presentò ai Padri l’opera compiuta, ma non si mise d’accordo circa il prezzo. Sperando di vendere l’immagine altrove, ad un prezzo più ragionevole, uscì dalla chiesa, ma avvenne qualcosa di “miracoloso”: non riusciva più a muoversi, come se una forza sconosciuta lo bloccasse e gli impedisse di camminare. Solamente quando lasciò il quadro in un angolo della Chiesa fu libero.
Profondamente colpito da questo straordinario evento, il Palvisino decise di donare quella preziosa icona al Convento. Il quadro ligneo divenne oggetto di grande devozione e la Beata Vergine diventò la Patrona e la Protettrice di Mesagne.
In altri tragici eventi, come la pestilenza del 1657 e il terremoto del 1743, gli abitanti di Mesagne ringraziarono la Vergine Santissima del Carmelo che li aveva aiutati e protetti.
Nel 1854 un violento incendio devastò la Chiesa distruggendo completamente il tetto in legno e buona parte degli affreschi che l’adornavano; rimasero in piedi solo le pareti laterali.
Fu necessario ristrutturare tutto l’interno, perché la vecchia struttura non poteva reggere il peso del nuovo tetto.
Le navate laterali furono sostituite da piccole cappelle e le vecchie colonne furono incorporate a nuovi pilastri a sostegno della volta.
Un altro restauro si rese necessario nel 1975 poichè, a causa di un’alluvione, il Santuario si era allagato ed il peso dell’acqua, che raggiungeva un metro di altezza, aveva fatto sprofondare il pavimento, riversandosi nell’ipogeo di San Michele Arcangelo.
Le caratteristiche forme architettoniche di tipo romanico si mischiano ad elementi di stile gotico.
Il prospetto – ad ovest – è ornato, nella cuspide, da decorazioni dello stesso tipo. Il portale maggiore, ad arco acuto, è adornato da tre file di elementi decorativi in cui si sovrappongono motivi gotici e romanici. Nella lunetta che sormonta l’architrave, vi sono tracce di affresco non decifrabile, mentre l’arco è delimitato da una cornice che, probabilmente, poggiava su due colonnette oggi non più esistenti.
La facciata laterale è adornata, superiormente, da arcatelle semicircolari frammezzate da smussi a coda di rondine e da sottili lesène che hanno l’effetto di slanciare la costruzione. Al centro di questa facciata, a due metri circa di altezza, sono ancora evidenti le tracce di alcuni archi a sesto acuto, posti in serie a mo’ di portico. Un portale minore, due nicchie a sesto acuto ed una a tutto sesto completano la facciata.
La chiesa fu costruita sopra un ipogeo anacoretico dedicato all’arcangelo Michele; testimonianze del culto micaelico (un affresco raffigurante S. Michele che uccide il drago) sono emerse recentemente, nel 1975, durante i lavori di restauro, nella cripta sottostante.
Il tetto è databile al 1869, quando all’antica copertura in legno fu sostituita una volta a botte in carparo. Il campanile è ancora più recente, essendo stato ricostruito nel 1959. A quegli stessi anni risale la costruzione del nuovo convento.
Le attuali strutture murarie della chiesa risalgono alla fine del XIII sec., come afferma lo storico Diego Ferdinando secondo il quale, nel Seicento, erano ancora visibili le insegne angioine ed una iscrizione datata 1305. Un frammento di questa iscrizione è conservato in una cappella.
Nel 1521 i Carmelitani presero possesso dell’Abbazia regia e vi costruirono il loro convento; ma fu solo nel 1651 che la Madonna del Carmelo fu elevata a protettrice di Mesagne. Fu in quell’anno, infatti, che il clero mesagnese diede esecuzione ad una bolla di Urbano VIII, che dichiarava decaduto S. Eleuterio, precedente patrono. Da allora, il culto per la nuova patrona è stato rafforzato dai miracoli che le sono stati accreditati. Uno dei più importanti fu la preservazione della città dai danni del terremoto del 20 febbraio 1743. In quell’occasione, Mesagne subì pochissimi danni e il merito fu attribuito alla Madonna del Carmine. A ricordo, ogni anno in questo giorno, una solenne processione segue la statua lignea (di scuola veneziana del XVIII sec.) della Madonna.
Entrando dalla porta principale, troviamo sulla destra la prima cappella raffigurante la Madonna col Bambino e tre Santi Carmelitani: S. Alberto degli Abati, S. Andrea Corsini e S. Alberto di Gerusalemme (sec. XVIII del mandurino Diego Oronzo Bianco).
La seconda cappella, sulla sinistra entrando, è dedicata alla Transverberazione di Santa Teresa d’Avila e S. Giovanni della Croce. Nella lunetta della cappella dedicata a S. Teresa d’Avila e S. Giovanni della Croce è raffigurata S. Marina di Antiochia, vergine e martire del terzo secolo.
La terza cappella, la seconda sulla destra, entrando, dedicata a S. Maria Maddalena de’ Pazzi; gli affreschi che circondano questa cappella sono dedicati a S. Rita da Cascia. Nella parte inferiore della cappella è conservata l’urna con la reliquia di S. Ilario.
La cappella numero quattro, la seconda sulla sinistra entrando, è dedicata alla passione e morte di Gesù, raffigurate dagli affreschi che la ornano. Al centro predomina la figura del Cristo, in dimensioni naturali, su un crocefisso di eccellente struttura in legno del XVII secolo, opera di un sacerdote cappuccino siciliano, donato intorno al 1850 dalla famiglia De Angelis al Monastero S. Maria della Luce. Con la chiusura del monastero il crocifisso divenne di proprietà del Santuario del Carmine.
La cappella numero cinque, la terza sulla sinistra entrando dall’ingresso principale, è dedicata alla Vergine del Carmelo. Questa cappella sorge sul posto dove era situato il vecchio organo donato nel 1735 dalla N.D. Vittoria Ronzini e che attualmente è stato spostato per ornare il soppalco costruito, dopo il 1948, sopra l’ingresso principale. La statua in legno della Madonna, è di pregevole legno veneziano, costruita nel XVIII secolo.
La cappella numero sei, la terza sulla destra entrando, è dedicata alla Santa Famiglia. Alcuni affreschi tappezzano i lati e la lunetta della cappella. Al centro sono stati riportati alla luce i vecchi affreschi della chiesa. Rappresentano una immagine poco visibile della Madonna col Bambino. Molto meno visibile l’affresco in alto a sinistra che dovrebbe rappresentare il drago ucciso con una freccia da S. Michele Arcangelo. Il disegno non è completo perchè, purtroppo, la restante parte si trova ancora nascosta sotto gli stucchi che adornano la cappella. Nella stessa situazione si trova una epigrafe del 1305 che, a causa della esigua visibilità non è possibile ben interpretare.
La cappella numero sette è dedicata a S. Michele Arcangelo. Il quadro principale raffigura l’Arcangelo Michele, ed è stato realizzato da un maestro della cartapesta leccese: Raffaele Caretta nel 1907.
La cappella numero otto è dedicata a S. Elia. Egli, pur non essendo il fondatore della vita monastica, ne è sicuramente l’autentico precursore, vero maestro tanto che i monaci si onorano di essere suoi discepoli, soprattutto per quanto concerne la vita contemplativa trascorsa nelle preghiere.
L’interesse maggiore è attratto dall’abside collocata ad est, dov’è situato l’altare maggiore. Si tratta di un’abside semicilindrica coperta da una bassa cupoletta semiconica rivestita da coppi in terracotta. La parte superiore è ornata da arcatelle trilobate a sesto acuto, inframmezzate da sottili lesène.
Sul fondo dell’abside c’è l’altare dedicato alla Vergine del Carmelo, con il miracoloso quadro ligneo del Palvisino.
I pregevoli marmi che rivestono gli altari, sono stati donati, nel 1884, dai figli di Pompeo Terribile.
Al maestro Onofrio Bramante si deve l’affresco realizzato nel 1987 che raffigura S. Simone Stoch mentre riceve lo scapolare.
Tra i quadri presenti, degni di menzione, c’è anche, sull’abside laterale sinistra, il dipinto raffigurante S. Giuseppe. E’ questa una delle più pregevoli tele del 1700, che si trovano nella chiesa, anche se si ignora il suo autore.
Written September 7, 2016
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