Palazzo Bodenti Terni de Gregory

Palazzo Bodenti Terni de Gregory, Crema: Address, Palazzo Bodenti Terni de Gregory Reviews: 4/5

Palazzo Bodenti Terni de Gregory

Palazzo Bodenti Terni de Gregory
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Poor
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Terrible
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Laura C🌷🌷🌷
Meda, Italy4,954 contributions
Sep 2019
Palazzo Bodenti de Gregory si trova di fronte al museo civico di Crema. Progettato in stile rococò cremasco, è rimasto un'opera incompiuta; la leggenda narra che all'interno di questo palazzo del 700 appaia un fantasma di un giovane (figlio di Nicolò Bodenti) morto durante i lavori di costruzione e, per questo motivo, il padre non volle più ultimare il palazzo. Molto belle le statue che decorano il muro del fabbricato: sono figure allegoriche e rappresentano la saggezza, la generosità, la prosperità. Belli anche il giardino e porticato, dove si possono leggere i nomi di coloro che vi hanno abitato o di chi è stato ospite, come re V.Emanuele II.
Written September 26, 2019
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Augusta Maria C
Meda, Italy468 contributions
Jun 2019 • Couples
Impossibile non notare questo maestoso edificio, situato in posizione dominante, se si passeggia verso via Dante Alighieri, magari durante una gita fuori porta,. come è accaduto a me. Si viene colpiti dalla sua grandezza ed eleganza, non ricercata, ma che tuttavia si impone, considerata la solennità del Palazzo. L'esterno -perché solo quello è visibile, essendo una proprietà privata non aperta al pubblico- conta di un corpo centrale e due ali laterali: sulla parte antistante spiccano alcune statue allegoriche e tutta la facciata di cotto a vista. Osservandolo bene l'edificio, si è assaliti da tante domande, sulla storia e il significato del Palazzo. Tuttavia, curiosità e interrogativi potranno trovare risposta solo in libri specialistici. Intanto fantasia e mistero si amplificano, Posso solo rilevare che nel cremonese mi è capitato di vedere altre costruzioni in stile barocchetto lombardo. Peccato che non si possa visitare!
Written July 7, 2019
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gp10964
Crema, Italy265 contributions
Nov 2019 • Friends
Bel museo in centro città, ben tenuto e ordinato è fiera anche di mostre contemporanee, tutto condito con gusto e raffinatezza
Written November 6, 2019
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Geobia
Bergamo, Italy6 contributions
Apr 2013 • Friends
Nascosto tra le caratteristiche viuzze di Crema, ha un aspetto imponente ed è parzialmente incompiuto.
Written December 7, 2013
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PPCI-BG
Bergamo, Italy101,520 contributions
Jun 2020
Il palazzo si trova di fronte al museo civico di Crema ed è un bell’esempio di barocchetto nell’area cremonese. Costruito nei primissimi anni del Settecento da un Bondenti per festeggiare la sua nomina a conte ma mai portato a termine dopo la morte del committente. Belli alcuni dei decori come le statue allegoriche verso la via e le inferriate e, leggende di fantasmi a parte, il fascino dell’incompiuto. Passato di mano all’estinzione della famiglia Bondenti è privato e ho visto solo l’esterno.
Written June 24, 2020
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Gedii
Rome, Italy13,047 contributions
Mar 2019 • Couples
Bel Palazzo, in stile barocco, posto in pieno centro storico, in Via Dante Alighieri, davanti all’Ex Convento di Sant’Agostino; non è visitabile, se non in presenza di eventi e mostre, ma anche solo la vista esterna vale la pena… Iniziato nel 1698, per volere del proprietario, il Conte Nicolò Maria Bodenti, e mai terminato (la costruzione venne interrotta nel 1737, lasciando incompleta la parte destra del corpo centrale), incorporando alcune case del XIII-XIV secolo, e presenta un corpo centrale raccordato agli altri elementi laterali da una cortina in laterizio aperta da finestre ellittiche in ferro battuto e coronata da statue che rappresentano la ‘’Generosità’’, la ‘’Saggezza’’, la ‘’Prosperità’’ ed il ‘’Commercio della lana’’, realizzate nel 1716. Nel giardino vi è un porticato sulle cui pareti sono incisi i nomi delle famiglie proprietarie dell’edificio e degli illustri personaggi qui ospitati, nel corso degli anni, come il Re Vittorio Emanuele II, nel 1859, ed il Principe di Piemonte, nel 1924. La costruzione venne interrotta per via di una tragedia che coinvolse il giovane figlio del Conte Bodenti: il ragazzo, avventuratosi nell’ala in costruzione, precipitò nel vuoto e morì sul colpo; il padre distrutto dal dolore fermò i lavori e lasciò l’ala incompleta, a ricordo della tragedia lì avvenuta. P.S. la leggenda popolare vuole che il fantasma del giovane si aggiri ancora nell’ala incompiuta…
Written May 21, 2019
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bbaroni
2 contributions
Jun 2018 • Friends
Abbiamo deciso per una gita fuori porta con i nostri amici. Siamo stati benissimo e ogni angolo era un piccolo scorcio di storia. Abbiamo pranzato al sacco e fatto la siesta nel bellissimo parco
Written July 22, 2018
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Dorian C
Milan, Italy14,852 contributions
Nov 2017 • Couples
Interessante architettura in stile barocchetto lombardo, realizzata in cotto, arricchita da decori e statue prospicienti via Dante. Suggestiva dimora patrizia in cui giocano volumi e decori. Proprietà privata e quindi non visitabile. Da dargli uno sguardo attento perchè merita.
Written November 2, 2017
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Vito M
Mantua, Italy3,153 contributions
Oct 2017 • Friends
In pieno centro a Crema è un bel palazzo signorile. La dimore è molto ampia ed i decori esterni sono molto interessanti. L'interno non è visitabile, ma lo stesso fa parte delle bellezze di Crema.
Written October 9, 2017
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LahmScribhinn
Crema, Italy45 contributions
Nov 2015 • Solo
Quando l’architettura non si limita a edificare se stessa, accoglie ogni viandante…
Questa città che a molti appare a misura d’uomo, quando offre di se stessa il cuore, lascia che questi sia libero di esplorarlo. Al contempo, vigila: bene attenta che prima o poi i suoi passi, lo conducano al cospetto della meta di questo itinerario.
Ciò che da subito colpisce, non è la possanza e la mole, bensì come siano articolate; oltre alla diceria che riguarda uno dei due corpi laterali. In apparenza, la sua funzione è quella di equilibrare la struttura; in realtà, pur essendo identico all’altro contrapposto, si narra che nasconda un segreto: è solo un vuoto involucro, senza nessuna struttura che non sia indispensabile al proprio sostegno, una via d’accesso o un ingresso.
Colpisce come sia stato possibile creare questo equilibrio più che perfetto, considerando come si basi su di un artificio degno dei migliori trucchi di scena o delle magie illusionistiche: l’apparenza. Sarebbe stato più facile, per colui al quale si ascrive la nascita di questo luogo, lasciarlo incompiuto. La buona sorte invece, ha fatto sì che fino a noi sia giunta un’affermazione, semplice nella sua enunciazione ma straordinaria: ogni mezzo e segno d’inventiva, ogni certezza in sé e nelle proprie scelte, reca e dimostra allo stesso tempo la sua lungimiranza quale creazione d’arte.
Non dovette essere facile accettare di erigere un angolo di città con questo volume e superficie, per rappresentare il potere e il lustro del suo committente. Questa sfida è stata vinta, al punto che oggi è un simbolo indiscusso e può essere mostrato con orgoglio e ammirato senza condizione. Non si affermi di averla visitata e apprezzata, senza aver percorso il perimetro di questo luogo; restando attratti e colpiti dagli equilibri che ne contraddistinguono il susseguirsi dei vuoti e dei pieni, delle masse e degli spazi; dalla capacità di un materiale umile come il mattone di sapersi trasformare, fino al punto di conferire augusta maestà e rara bellezza a questo luogo.
Proprio a uno degli angoli giace una piazzetta al cui cospetto si annuncia il fronte, preceduto da un cortile, d’una scuola tra quelle di maggiore tradizione della città. Mentre la facciata di questo luogo corre dirimpetto a un altro spazio aperto, come se questo fosse il suo naturale anfiteatro, sul cui lato si apre l’ingresso del sito museale per la conservazione e la proposizione delle testimonianze di un passato lontano e ritrovato, della storia e della cultura di questa comunità.
La mèta di questo itinerario, unisce il pregio della squisita fattura alla discrezione della posizione nel tessuto della città, aumentandone così il fascino, al punto d’instillare il dubbio che possa essere come disabitato ma non abbandonato a sé…
Occhieggiando dal passo carraio, quando è spalancato in segno di benvenuto a ogni curiosità, si può scoprire e ammirare l’interno di questo luogo e improvvisarsi indagatori di ciò che appare da finestre e aperture, che rivelano nuovi ambienti e scorci del tutto inaspettati… o di grate e ringhiere, delle quali è disseminato il perimetro lungo le vie a ridosso… o di percorsi dei muri, che si rincorrono e si intersecano fino a formare geometrie astratte e a tratti inspiegabili. Intanto, ovali adornati di ferrei arabeschi, palesano l’invito a lasciar libera la curiosità di scoprire quello che si cela o esiste oltre loro.
Nelle mura si legga la certezza della propria affermazione come fosse sull’intera città, così che nessuno immagina questo luogo diverso da come appare; contrariamente ad altri per i quali il tempo ha permesso di conoscerne più volti, storie e significati, funzioni e aspetti.
Il suo perimetro racchiude molteplici forme di decoro, che siano di pratica e funzionalità o di puro abbellimento; come quelle ovali sormontate e divise da profili nati e realizzati con i materiali più nobili, la pietra e il marmo, sormontate da quattro figure forse d’allegoria femminile.
Appena oltre il grande varco d’ingresso, alla destra del viandante, si mostrano i segni e si resta incantati dalla semplicità di quello che non sia di mattoni bensì di nobile sostanza e apparenza; quasi fosse in competizione con ogni altro dettaglio. Ma su tutto predomina l’assoluta eleganza delle colonne, a coppie e slanciate, sormontate dalla semplice e perfetta geometria di pietra da cui prendono forma gli archi. In questo modo si definisce un loggiato, sormontato ma solo per poco più della sua metà, da uno dei corpi perpendicolare a quello laterale tuttora funzionale alla vita stessa di questo luogo. La altra metà, solo un muro esterno, sembra voglia accompagnarsi fino al punto di contatto con l’ala silente, come fosse un raro esempio ma voluto e ribadito con forza, d’incompiuto d’arte.
Due sono i cortili che adornano questo luogo, per alleggerirne la possanza e al tempo stesso permettere che la natura partecipi con la sua bellezza.
Il primo che si incontra, ornato con piante eleganti, è oltre quel diaframma con la piazza antistante e la via contigua. Appare come fosse una corte la cui funzione era quella dell’accoglienza e dell’attesa degli ospiti o di chiunque fosse ammesso in visita o per ragioni più mirate e forse di ordine quotidiano o pratico.
Il secondo, anche se da lontano, si rivela sempre fiorito grazie alla natura fattasi Mastro di Stagione che, con inarrivabile unicità e talentuosa perfezione, espressa nella sua alternanza, realizza sapienti composizioni. È una corte tradizionale, non solo il perfetto equilibrio dei toni ma quasi il respiro di quella natura… racchiusa ma libera al cospetto del cielo.
I due fianchi che racchiudono con grazia ed equilibrio questo luogo, non sono diversi tra loro.
Quello che appartiene alla parte d’apparenza artificiosa, giunge al suo innesto per poi proseguire nell’edificio il cui compito è fargli seguito.
Il suo reciproco, sebbene si apra e dal suo inizio prosegua alla pari, si chiude in modo inaspettato; pur se divenuto assai più basso: dalla maestosità diviene umile perimetro fino al proprio termine naturale. Prima che questo accada, reca accennati in pochi tratti due varchi quasi nascosti. È strana la loro presenza, come misteriose sono le vicende che hanno determinato la cancellazione di quello a ridosso dell’ala laterale di questo luogo. Quello invece tutt’ora in uso, è più distante e posto alla fine del muro.
A entrambi i lati, appartiene un’inaspettata particolarità: quella di non aver scelto lo spigolo vivo e perpendicolare, bensì un raccordo curvo che ne contraddistingue l’innesto nella facciata. Come se si fosse voluto conferire accoglienza e continuità, non rigidità, alla percorrenza di questo perimetro da parte di ogni viandante.
Lasciando dopo un ultimo sguardo la possanza di questo luogo, si percepisce come se lui stesso volesse incoraggiare a una nuova visita e contemplazione. Ogni viandante che abbia voluto trascorrere un poco del suo tempo dedicandosi a lui, se ne separa non a malincuore bensì con la gioia di aver potuto scoprire e ammirare questa indelebile presenza nuova, conservandola nella propria Anima.
Questo luogo ha deciso di mostrare solo ciò che appare e non quello che in lui esiste.
Discosto, quasi ignaro, scorre un passeggio placido e quieto. Ignaro ma consapevole di come uno dei simboli della sua città celebri, a pochi passi di distanza, la sua Anima ma privo di ogni necessità di porgerla come se fosse un dovere quello di renderle omaggio.
A simbolo di questo luogo, siano eletti quei solitari balconi posti alla cima dei due angoli torniti. Appaiono come se fossero delle coffe, per le vedette poste a scrutare che l’orizzonte d’attorno sia limpido da ogni minaccia, mentre vegliano quiete e obbedienti che non venga mai a mancare il dovuto omaggio a questo luogo.
Written November 8, 2015
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